Il prolungamento del soggiorno all’aperto

Un terrazzo è il prolungamento del soggiorno all’aperto bello, duraturo e pratico

I rivestimenti per terrazze (in legno, WPC, bambù, etc.) sono una scelta delicata e, per tanto, bisogna affidarsialla consulenza di un esperto di legno. In questo campo di applicazione, è di fondamentale importanza scegliere il prodotto giusto, eseguire un progetto ben studiato e un montaggio perfetto. In un’intervista, abbiamo chiesto al signor Mangold, perito indipendente del settore, quali sono i passi fondamentali per scegliere la terrazza più adatta e i fattori da tenere in considerazione durante la sua costruzione.

Cosa bisogna tenere in considerazione durante
la progettazione di un rivestimento per esterni?

• ubicazione / esposizione
• suolo / drenaggio dell‘acqua
• sottostruttura / ventilazione
• perficie zigrinata o liscia
• fissaggi invisibili o a vista
• proprietà igroscopiche del rivestimento
• pulizia e manutenzione della superficie

Legno & WPC

Quali sono i pregi e i difetti di entrambi i materiali?

Le doghe in legno subiscono l’azione degli agenti atmosferici e, con il tempo, possono rompersi, scheggiarsi, screpolarsi, usurarsi, ingrigirsi e deformarsi. Ecco perché le terrazze in legno non offrono a tempo indeterminato
il piacere di girarvi a piedi nudi. D’altro canto, se il legno
è di prima qualità questi difetti possono essere evitati e la sua bellezza naturale non ha eguali. Le doghe in WPC, un legno composito costituito da cellulosa e PP, sono molto resistenti, non richiedono manutenzione eccessiva, mantengono inalterato il colore, difficilmente si scheggiano o screpolano, durano a lungo e non temono l’attacco di insetti o l’azione del cloro nell’acqua. In fatto di semplicità di manutenzione sono imbattibili.
Durante la scelta del decking esterno, perciò, è estremamente importante comprendere a fondo le necessità dell’acquirente.

Liscia o zigrinata – quale superficie è meglio?

Ognuno scelga liberamente la superficie che preferisce. Tuttavia, bisogna sapere che le doghe lisce presentano alcuni vantaggi rispetto a quelle zigrinate.
Queste ultime, infatti, si scheggiano molto più facilmente, perdendo immancabilmente piccoli frammenti che possono causare piccole ferite. Le doghe con superficie liscia non comportano questo rischio, soprattutto se il legno viene levigato dopo la posa. Le superfici lisce sono anche molto più semplici da pulire poiché nelle scanalature si deposita fogliame, terriccio e polline. Le zone umide, inoltre, possono favorire la formazione di muschio che rende la pulizia della superficie enormemente più difficoltosa.
Normalmente si presume che il rischio di scivolare sia maggiore sulle superfici lisce. In realtà non è del tutto corretto. Infatti, è proprio nelle scanalature che d’inverno si forma più facilmente il ghiaccio. Le superfici lisce, infine, sono molto più durevoli di quelle zigrinate. Che la scanalatura, infatti, indebolisca la superficie della doga, diventa evidente già dopo uno due anni, quando i solchi cominciano ad apparire logori e consumati.

Sottostruttura

Qual è la sottostruttura più adatta?

Di regola è necessario scegliere una sottostruttura che possieda proprietà tecniche simili a quelle delle doghe della terrazza. Se queste, ad esempio, fossero di legno duro, sarebbe appropriato utilizzare anche per la sottostruttura il legno duro oppure l’alluminio. Grazie alle somiglianze tra le qualità di legno è possibile compensare al meglio le forze che vi agiscono (ad esempio l’umidità che lo deforma e ne modifica le dimensioni).

È importante che le doghe abbiano un certo dislivello?

Un’inclinazione dell’1 – 2 % dell’intera struttura accelera il deflusso dell’acqua sul rivestimento. Dove questo non è possibile o non è desiderato dal cliente, ad esempio, sulle grandi superfici esterne, questo deficit strutturale, che va a discapito della protezione del legno, dovrebbe essere compensato dalla scelta di un decking o di una sottostruttura lignea più duratura. In inverno, il dislivello può diventare problematico a causa del ghiaccio e, perciò, diventa quantomeno decisivo mantenere una certa pendenza nell’apposita superficie di scolo dell’acqua piovana, sotto alla terrazza. La mancanza di pendenza, di regola, non comporta un’usura prematura del decking quando questo è eseguito con legno appartenente alla classe di durabilità 1.

Cura

È meglio oliare il legno o lasciarlo ingrigire?

Se sia meglio oliare il legno o lasciarlo ingrigire, specie se massiccio, è una questione puramente estetica. Il legno duro o il bambù sono molto resistenti per natura. Perciò, anche oliandoli, si otterrebbe un surplus di protezione. Se però si sceglie di oliare le doghe allora bisogna proseguire a farlo con regolarità. Diversamente funziona per il legno delle conifere, come l’abete di Douglas o il larice. Questi tipi di legno hanno scarsa densità e spesso una superficie porosa. Per questo motivo assorbono bene l‘olio che ne potenzia sensibilmente la durata.
La pulizia delle terrazze in legno è doverosa, almeno una volta all‘anno!
Chi non desidera che le doghe della propria terrazza ingrigiscano oppure chi sceglie un decking in legno di conifera, deve anche oliarle una o due volte all’anno.
 

Chi non desidera che le doghe della propria terrazza ingrigiscano oppure chi sceglie un decking in legno di conifera, deve anche oliarle una o due volte all’anno.

Colloquio con Werner Mangold

Perito indipendente per la conservazione del legno – terrazze
e ringhiere

Quali fattori influiscono sulla scelta del colore delle doghe?

Ogni tipo di legno e ogni singola doga ha la propria tonalità. Esposti all’azione degli agenti atmosferici e dei raggi UV, tuttavia, ingrigiscono in breve tempo tutti i tipi di legname. Anche le differenze di tonalità tra le zone al coperto e quelle in balia delle intemperie sono normali. È possibile mantenere l’originario colore del legno, oliando regolarmente la vostra terrazza (minimo una o due volte all’anno). Sono a disposizione anche oli pigmentati, di diverse tonalità, che offrono una protezione contro i raggi UV maggiore rispetto agli oli naturali. Specialmente se si tratta di legno di conifere, l’impiego dell’olio aumenta sensibilmente la vita della vostra terrazza. In caso di legno duro è una questione puramente estetica. Anche le doghe in WPC sono disponibili in diversi colori (sfumature del marrone, del grigio etc…) in modo da poter essere abbinate perfettamente al vostro stile e al vostro ambiente. Dopo un’iniziale assestamento e se sottoposto a una pulitura annuale, nel corso degli anni il colore sbiadisce lentamente.

Le delimitazioni e gli sportelli di ispezione devono essere integrati
già nel progetto della sottostruttura.

Perché sulla superficie delle doghe si formano piccole crepe?

Che sulla superficie del legno si formino piccole crepe è perfettamente normale e pressoché inevitabile. La causa principale sono gli agenti atmosferici, anche perché, nel corso dell’anno, il legno è esposto a temperature che vanno da ca. -20°C a ca. +40°C. Queste escursioni termiche comportano anche percentuali diverse di umidità. Sottoposti a queste condizioni, anche i legnami più pregiati cominciano a ritirarsi e dilatarsi, creando delle crepe sulla superficie.

Come bisogna pulire le terrazze di legno?

Per la pulizia di una terrazza in legno duro o legno di conifera è opportuno utilizzare appositi detergenti intensivi o prodotti anti ingrigimento per rivestimenti lignei, applicandoli con i relativi strumenti. L’utilizzo di un’idropulitrice è vivamente sconsigliato sulle doghe in legno.

Come posso abbellire ulteriormente la mia terrazza?

Le luci integrate conferiscono quel tocco in più alla vostra terrazza e sono molto funzionali nelle ore serali. Attenzione! I faretti devono essere previsti già nel progetto iniziale affinché i cavi trovino la giusta collocazione prima della messa in posa delle doghe. Elementi frangivento e paratie per proteggere da sguardi indiscreti completano il quadro generale della terrazza.

Ringraziamo il sig. Mangold
per l‘intervista interessante!

Foto: Moso D. Kähr, Ulrich Egger, Werner Mangold


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