Superfici antibatteriche – cosa c’è dietro?
Può illustrarci brevemente la differenza tra batteri e virus e, quindi, tra antibatterico e antimicrobico?
I batteri sono microrganismi unicellulari, autosufficienti tanto da produrre tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere e di gran lunga più grandi dei virus. Hanno un proprio patrimonio genetico e un proprio metabolismo. La riproduzione avviene per semplice divisione cellulare. I batteri presentano principalmente tre forme: a bastoncello, a sfera (cocco) e a spirale (spirilli). Si definiscono bacilli tutti quei batteri che formano spore (forme resistenti specializzate nella sopravvivenza). I batteri si differenziano anche per condizioni di vita. Alcuni hanno bisogno di ossigeno (batteri aerobi), altri no (batteri anaerobi). Altri ancora sono una forma ibrida
(anaerobi facoltativi). I batteri si nutrono di sostanze inorganiche (minerali) e organiche (proteine, carboidrati, etc…) e possiedono sistemi enzimatici multipli. I batteri vengono coltivati esclusivamente su terreni di coltura batterici specifici per quella colonia.
De facto, i batteri si trovano ovunque (nell‘aria, nell‘acqua, nei cibi, nell‘uomo) e sono la più antica forma di vita della terra.
I virus hanno una struttura relativamente semplice e sono formati da una o più molecole con o senza rivestimento proteico. Le molecole contengono il patrimonio genetico – DNA o RNA – con le informazioni utili alla riproduzione. I virus non hanno né una cellula né un proprio metabolismo, sono microscopici (con un diametro compreso tra i 20 e i 300 nanometri circa) e si presentano in diverse forme. Per riprodursi sfruttano l‘apparato di una „cellula ospite“ vivente (umana, animale, vegetale), vi si attaccano e le fanno sintetizzare le nuove particelle virali.
Qual è l‘incidenza delle superfici antibatteriche sulla trasmissione del SarsCov2 (Covid19)?
Il SarsCov2 si trasmette da persona a persona, la superficie di per sé ha un ruolo marginale. L‘azione di tali superfici in condizioni reali e il grado di efficacia in fatto di prevenzione deve essere valutato sulla base di studi clinici. È, tuttavia, presumibile che le superfici antimicrobiche comportino una riduzione delle misure di igienizzazione e disinfezione delle stesse e/o una riduzione della contaminazione microbica.
Alcuni anni fa ha dato vita a un progetto sulle proprietà antibatteriche delle superfici nel quale era coinvolta anche la ditta FRITZ EGGER. Può spiegarci qual era esattamente il contenuto di tale studio?
Il laboratorio Christian Doppler studia l‘azione delle diverse superfici antimicrobiche, senza concentrarsi tanto sulle norme in materia, quanto sui test pratici (piastre a contatto). Le superfici antimicrobiche sono realizzate con materiali che impediscono la crescita e/o la riproduzione dei microrganismi. La priorità è stata data agli articoli reperibili sul mercato e all‘analisi dei nuovi prodotti della ditta EGGER.
Come viene realizzata una superficie antimicrobica?
A seguito del meccanismo di azione, i materiali antimicrobici si suddividono in „attivi“ (rilasciano sostanze o le attivano al contatto) e „passivi“ (fig. 1). Il design delle superfici (chimico o strutturale) riveste un ruolo centrale. Hanno un‘azione passiva, ad esempio, gli idrogel o le nanostrutture; si attivano al contatto, ad esempio, i peptidi antimicrobici (composti organici) e i composti di ammonio quaternario; rilasciano sostanze attive, ad esempio, i metalli.